È un Matteo Renzi a tutto campo quello andato in scena ieri sera a Porta a Porta. Il presidente del Consiglio nel corso della sua ospitata nel programma di Bruno Vespa ha affrontato vari argomenti, dalle pensioni al terremoto, senza dimenticare il tanto discusso referendum costituzionale e lo scottante caso di Roma e della giunta Raggi.

Renzi ha assicurato ai pensionati che sono previsti degli aumenti in vista nella prossima legge di Stabilità: “Ci saranno due misure sulle pensioni”: la prima è un aumento “sulle pensioni minime” in modo da “dare una mano” e la seconda per “agevolare chi vuole andare in pensione con una sorta di scivolo”. A tal proposito il governo sta studiando “una sorta di quattordicesima” e “chi vuole andare in pensione prima con un anticipo pensionistico che costi un’inezia o con accordi privati potrà andare in pensione anticipata”. In più il premier promette che “verranno tagliati i contributi per le partite Iva non iscritte agli ordini, una platea di 500mila persone”.

Matteo Renzi è quindi passato al tema terremoto: “Il problema non sono i soldi: ci sono, bisogna spenderli bene ed evitare che la gente ci mangi sopra, che siano fatti interventi a capocchia. Non ho detto cifre, non inizierò a farlo adesso”.

Riguardo alle slot machine, Renzi ha confermato: “Nei bar e i tabaccai che hanno una stanzetta e due macchinette su un muro, le togliamo”.

A proposito del caso politico del momento, quello della giunta di Virginia Raggi a Roma, Matteo Renzi ha affermato: “Vedo tante bugie in questa vicenda, mai viste tante bugie… A me dispiace. Io so che nella logica politica quando vedi altri fallire dici: ‘Che bello!’. Io no. In queste ore si vedono scene indecorose e da premier e da italiano sono dispiaciuto. Io non sono tra quelli che festeggiano”.

Riguardo alla Raggi, Renzi ha poi detto che in passato “ci siamo sentiti al telefono, mi ha scritto una lettera e io le ho dato la disponibilità ad incontrarci. Poi non si è fatta più viva, ora immagino abbia altre priorità”. Sul Movimento 5 Stelle ha quindi aggiunto: “Ho trovato esagerate le letture dopo i ballottaggi e trovo esagerate le letture di oggi che dicono che il M5S è finito. A Parma hanno fatto cose buone, in altre città clamorosamente fallito. Non credo sia finito”.

Sul referendum costituzionale, Matteo Renzi ha assicurato che “a naso la data sarà tra il 15 novembre e il 5 dicembre” e che “la Leopolda si farà qualche settimana prima del referendum”.

Riguardo alle sue eventuali dimissioni in caso di vittoria del no, Renzi ha ribadito: “Non ci ho ripensato. Ma siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare il referendum, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. C’è tanta gente che si preoccupa del futuro dell’Italia. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle regioni”.