La vittoria del sì al referendum costituzionale consentirebbe di risparmiare 500 milioni di euro sui costi della politica. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ben chiaro a cosa destinare le risorse sbloccate: il fondo per i cittadini poveri. La promessa è arrivata nell’intervento del leader del Pd dalla festa dell’Unità di Bosco Albergati:

Se il referendum passa, i 500 milioni di euro risparmiati sui costi della politica pensate che bello metterli nel fondo della povertà e darli ai nostri concittadini che non ce la fanno.

Renzi per smorzare i toni della discussione sulla riforma costituzionale che rischia di essere ridotta a un sì o un no al suo Governo ha ammesso di aver commesso degli errori nel corso della campagna referendaria:

Anche io ho sbagliato a dare dei messaggi: questo referendum non è il mio referendum, perché questa riforma ha un padre che si chiama Giorgio Napolitano. Ho fatto un errore a personalizzare troppo, bisogna dire agli italiani che non è la riforma di una persona, ma la riforma che serve all’Italia.

Renzi ha poi ribadito che il referendum sulla riforma della Costituzione non ha nulla a che vedere con la legge elettorale e che votare contro è quasi impossibile perché la vittoria del no farebbe rimanere tutto invariato.

Renzi a minoranza Pd: no a congressi quotidiani in tv

Il leader democratico ha lanciato una frecciatina alla minoranza Pd, alle prese con numerosi mal di pancia nei giorni scorsi. Renzi ritiene legittima e positiva la voglia di un confronto sulla linea e su un nuovo segretario a patto che avvenga nelle sedi e nel momento opportuno:

Chi vuole cambiare linea e segretario c’ha il congresso ogni 4 anni e non una volta al giorno, in tutte le tv e i talk show. Basta con la rissa contina. Se qualcuno ha la sindrome Bertinotti per cui chiede sempre di più per non ottenere nulla, io dico che noi dalla sindrome Bertinotti siamo immuni.