Matteo Renzi ha diversi pregi e difetti, ma di sicuro gli si deve riconoscere una dote indiscussa: la battuta pungente. Che se le prepari o meno poco importa, sono efficaci e chiare. Altra grande differenza con Bersani che, tra bambole pettinate, giaguari smacchiati e tacchini sul tetto, spesso risulta oscuro.

Oggi, a Roma, durante il tour promozionale-propagandistico per il proprio libro e la propria campagna verso la conquista dei vertici politici nazionali, il sindaco di Firenze (foto by InfoPhoto) è ancora tornato sul tema delle riforme istituzionali, in particolare sui tempi per realizzarle.

Ieri aveva punzecchiato Governo e maggioranza per aver scelto di seguire la strada dei tempi lunghi, al punto che diversi osservatori vedevano un forte contrasto fra lui ed Enrico Letta. Che Renzi si è affrettato a negare: “Siamo alle barzellette. Per uno che ha rinunciato a stare in Parlamento per fare il sindaco, essere accusato quasi di tutto comincia a essere quasi divertente. Prima mi arrabbiavo, ora mi diverto”.

Ma il punto importante è un altro: “Io non sto mettendo furia al governo perchè voglio accelerare. Ma un governo è serio se fa le cose, non se vivacchia. La prima vera cosa da fare, che richiede il tempo di una riforma costituzionale, è quella di abolire il Senato come Camera che dà la fiducia”.

Anche la legge elettorale richiede tempo. E per Renzi è vitale che il Pd non lasci l’iniziativa al Pdl: “Personalmente sono per il semipresidenzialismo, per il sindaco d’Italia. Guardate che questa scelta richiede tempo. Altra cosa è che ci incaponiamo nei prossimi 18 mesi in una discussione fumosa e astratta, mentre Berlusconi rivendica l’Imu. A quel punto non ci salva neanche Rambo“. Battuta pungente, appunto.

Nel video qui sotto, un momento del discorso odierno di Matteo Renzi a Roma.