Continua il mea culpa all’interno del Pd dopo il terribile risultato ai ballottaggi che hanno visto il partito in difficoltà: ed è Matteo Renzi il primo a proporre un’analisi politica spietata durante Ore 9, la diretta su Facebook che viene tenuta abitualmente dall’ex presidente del Consiglio.

Secondo Renzi ad aver contribuito al crollo sono state le “continue esasperanti polemiche nel centrosinistra” che avrebbero prodotto una situazione favorevole per il fronte avversario. “È stato sempre così”, chiosa amaramente il politico.

Quello del segretario dem pare essere anche un tentativo di chiudere la porta al dibattito che ha dilaniato il Pd e ha dato luogo ad alleanze e coabitazioni che non hanno incontrato i favori dell’elettorato: “Il dibattito sulla coalizione addormenta gli elettori e non serve. Non è di per sé la coalizione che segna la vittoria. È il candidato, il leader, il territorio che segna la sconfitta o la vittoria ai ballottaggi. Le coalizioni non sono l’argomento su cui intrattenere gli italiani per i prossimi 12 mesi. Quello che interessa loro è cosa facciamo sulle tasse. Le coalizioni affascinano gli addetti ai lavori, il modo con cui si risolvono i problemi è il nostro campo di gioco”.

È un Renzi che rifugge dalle astrazione e che vorrebbe una politica sempre più concreta e a misura di lavoratori e cittadini, unica ricetta per riconquistare il terreno perso nei confronti di un centrodestra che avrebbe battuto proprio su questo tasto: “La discussione su cos’è la sinistra e come si vince o si perde non può essere staccata dalla realtà. È di sinistra fare i convegni sugli esodati o fare l’anticipo della pensione? Chi combatte il precariato: chi fa dotte analisi o chi concretamente permette di aumentare i contratti di lavoro a tempo indeterminato? Si vincono o si perdono le elezioni sui risultati ottenuti e sulle idee concrete e i progetti per il futuro.”