Nonostante le dimissioni del ministro Federica Guidi, non cessano le polemiche intorno allo scandalo petrolio. Le opposizioni hanno intenzione di chiedere le dimissioni dell’intero governo Renzi e così adesso sulla clamorosa vicenda è intervenuto in prima persona il presidente del Consiglio.

Matteo Renzi in queste ore è impegnato a ridimensionare le dimensioni del caso che ha portato alle dimissioni dell’ormai ex ministro dello sviluppo economico Guidi e che si stanno allargando a macchia d’olio, o meglio a macchia di petrolio.

Renzi è intervenuto anche in difesa di Maria Elena Boschi, il ministro delle Riforme che viene citata nel corso di un’intercettazione dalla Guidi mentre parla con il compagno Gianluca Gemelli, indagato sulla vicenda Tempa Rossa, e rivendica la paternità del discusso emendamento riguardante i lavori della compagnia petrolifera Total a Corleto Perticara, in provincia di Potenza.

Durante un’intervista concessa a In mezz’ora, il programma di Rai 3 condotto da Lucia Annunziata, Matteo Renzi ha dichiarato: “Quell’emendamento è roba mia e lo rivendico con forza. Noi non sapevamo delle indagini, ma se qualcuno ha fatto degli illeciti voglio che sia scoperto, chiedo ai magistrati di fare il massimo degli sforzi”.

Riguardo a Maria Elena Boschi, Matteo Renzi ha aggiunto che “ha fatto il suo dovere” e che l’idea di sbloccare le opere pubbliche “l’abbiamo presa noi per Tempa Rossa, per Pompei, per Bagnoli e per altre opere, quell’emendamento è roba mia”.

Renzi ha inoltre affermato in maniera polemica: “Per adesso dopo 27 anni non è stato tirato fuori un goccio di petrolio perché le autorizzazioni sono state rinviate come spesso succede in Italia”.

Quanto ai presunti rapporti tra il suo governo e le lobby, Matteo Renzi precisa: “Ci dicono che siamo quelli delle lobby quando noi abbiamo fatto la legge su reati ambientali, le pene sull’anticorruzione, abbiamo fatto delle iniziative concrete e reali compresa l’approvazione in prima lettura alla Camera del conflitto d’interessi. Dire che noi siamo quelli delle lobby a me fa, tecnicamente parlando, schiattare dalla risate”.

Riguardo al referendum sulle trivelle del 17 aprile, Renzi ha poi detto: “Il referendum vuole abrogare una legge fatta dal Pd e quindi evidentemente il Pd spera che il referendum fallisca ma chi vuole andare a votare sceglierà liberamente. Non stiamo col fucile puntato. È la posizione di sempre”.