Matteo Renzi alla vigilia dell’incontro alla direzione del Pd è un fiume in piena. In una nuova intervista, il presidente del Consiglio ha affrontato vari argomenti, dall’Italicum al referendum previsto per il prossimo ottobre in cui si gioca il suo futuro politico.

La direzione del Pd si terrà oggi, lunedì 4 luglio, a partire dalle ore 15 e si preannuncia come più tesa e combattuta che mai. Negli scorsi giorni erano infatti state numerose le voci che chiedevano a Renzi un passo indietro come segretario del partito, considerati i suoi impegni come premier che pesano sul suo doppio incarico.

Matteo Renzi ha preferito bollare queste polemiche come assurde, lasciando intendere che non ha alcuna intenzione di presentare le sue dimissioni da segretario del Pd: “Meglio una polemica in meno e una discussione sui contenuti in più. È un dibattito lunare quello sul mio doppio incarico… […] Nel resto d’Europa il capo del primo partito è il presidente del Consiglio”.

Riguardo alla possibilità di modificare l’Italicum, la nuova legge elettorale fortemente voluta dal suo governo, Renzi ha annunciato il suo no secco: “Non vedo in Parlamento una maggioranza per una legge alternativa. Mi piacerebbe avere potere di vita e di morte sulle leggi in Parlamento, ma anche se alcuni lo pensano, questa non è una dittatura”. Non è però d’accordo con lui il segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti, che sostiene che una maggioranza per cambiare l’Italicum invece c’è.

A proposito del referendum costituzionale del prossimo autunno, Matteo Renzi ai microfoni di Sky ha dichiarato: “Il referendum? Io lo farei subito, ma la data non dipende da me. Dipende dalla Corte di Cassazione e dai ricorsi successivi. Ragionevolmente direi a ottobre, se tutto va come deve tra il 2 e il 30”. Quanto al fatto di aver personalizzato troppo il voto sul referendum, il presidente del Consiglio ha affermato: “Sono pronto a trarre le conseguenze, perchè sono un leader e non posso far finta di niente. Ma sono altri che vogliono personalizzare contro di me il referendum come elemento di battaglia politica interna”.

Renzi ha così replicato alle parole di Massimo D’Alema, che negli scorsi giorni aveva annunciato la sua intenzione di votare no al referendum: “Al referendum ha tutti i diritti di votare ciò che crede e, francamente, credo sia difficile imporre qualcosa a D’Alema. A me, però, piacerebbe discutere nel merito. Le riforme proposte da lui con la Bicamerale erano molto più impattanti delle nostre, ma non riuscì a farle passare. E non sono le riforme l’unica cosa su cui D’Alema ha perso un’occasione. Non fece la riforma del mercato del lavoro, mentre noi abbiamo fatto il Jobs act. D’Alema purtroppo molto spesso parla ma i risultati delle sue azioni gli italiani li hanno visti negli ultimi 20 anni e sceglieranno loro”.