Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega Nord Umberto Bossi, a margine del processo in cui è imputato per appropriazione indebita insieme al padre ed all’ex-tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, ha raccontato che ora “non penso alla politica e non la seguo più: gestire un’azienda agricola è un lavoro impegnativo, gli animali vanno seguiti sette giorni su sette“.

Dopo essere stato consigliere regionale in Lombardia tra il 2010 ed il 2012 – si era dimesso a seguito dello scandalo suscitato sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla Lega Nord -”ho iniziato” “l’avventura nell’azienda agricola con mio fratello. Si tratta di una bella avventura che stiamo portando avanti con tanta forza, legata alla natura, al territorio e alle nostre tradizioni“. L’azienda del “trota” si trova a Brenta, nel Varesotto, a pochi chilometri da Gemonio, dove vive la famiglia Bossi.

Il figlio di Umberto Bossi ha espresso il suo punto di vista sul processo che lo vede coinvolto: “le spese non sono state pagate dalla Lega ma da me personalmente, ho depositato tutti i documenti che lo provano“. E ha poi proseguito dicendo”Sto ancora pagando alcune multe e alcune cartelle esattoriali nell’elenco di spese non ci sono le prove che il pagamento sia stato fatto dalla Lega. Ho rateizzato con Equitalia alcune multe non potevano essere state pagate dalla Lega“. Renzo Bossi ha sostenuto infine che il suo “è un caso diverso” rispetto a quello del fratello Riccardo – sotto processo con rito abbreviato per gli stessi episodi. Riccardo ha raccontato invece che allora era convinto di aver pagato una parte delle spese contestate dall’accusa con “soldi di famiglia” e non del partito.