Il termine resilienza (dal latino ‘resiliens’, derivato da ‘resilire’ ovvero rimbalzare, saltare indietro) indica la proprietà dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi e quindi tornare alla forma primitiva dopo aver subito una deformazione. Per un metallo, ad esempio, la resilienza rappresenta così il contrario della fragilità.

Più nello specifico, in tecnologia dei materiali, per resilienza si intende propriamente la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica; in ingegneria, la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica; in tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere l’aspetto originale dopo una deformazione; in informatica, la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati, mentre in ecologia e biologia, il termine resilienza indica la capacità di una materia vivente di autoripararsi dopo un danno, o quella di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stato sottoposto a una perturbazione che ha provocato modificazioni.

Ecco dunque che dalla scienza dei materiali alle scienze umane il salto è breve: per estensione, con il termine resilienza è così possibile indicare anche la capacità di resistere e di reagire di fronte alle difficoltà, sia per quanto riguarda il singolo individuo, che intere comunità (resilienza sociale), messe alla prova, ad esempio, da catastrofi naturali, guerre, attacchi terroristici, ecc.

In psicologia il termine connota quindi la capacità delle persone di far fronte agli eventi traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. Le persone con un alto livello di resilienza riusciranno di conseguenza a fronteggiare efficacemente le avversità, che a loro volta agiranno rafforzando ulteriormente la persona, invece che indebolirla. La resilienza va infatti intesa come una funzione psichica che si modifica nel tempo, in rapporto all’esperienza, al vissuti e al modificarsi degli stessi meccanismi mentali che la sottendono. Non si tratta, di conseguenza, di una caratteristiche che può essere presente o assente in un individuo, bensì di una capacità, o ‘attitudine’, che può essere appresa e coltivata.

A determinare un alto livello di resilienza contribuiscono fattori quali la presenza di una rete di relazioni che infondono incoraggiamento e rassicurazione; una buona consapevolezza di sé e autostima; la capacità di porsi traguardi realistici e di pianificare il loro raggiungimento; adeguate capacità comunicative e di “problem solving”; nonché buone capacità di controllo degli impulsi e delle emozioni. Lavorare su se stessi, cercando di focalizzare l’attenzione sulle esperienze passate, ed individuare le risorse che rappresentano i punti di forza personali, è tuttavia una buona strategia per migliorare il proprio livello di resilienza.