Tra gli effetti indesiderati della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati si profilava il rischio di un blocco di massa dei processi e di una pioggia di ricusazioni. Un rischio scongiurato dalla Cassazione che nelle scorse ore si è pronunciata proprio contro le ricusazioni.

La sentenza n. 16924/2015 redatta da Carlo Citterio ha infatti stabilito che “l’azione di risarcimento dei danni nei confronti di un giudice non costituisce una ragione sufficiente a imporre la sostituzione del singolo magistrato”.

I giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte hanno inoltre stabilito che qualora più giudici dello stesso ufficio siano oggetto di azioni di risarcimento dei danni da chi si ritiene danneggiato dal loro operato il processo non potrà comunque subire rimessione:

Non è la mera pluralità dei casi a poter attribuire una consistenza che un singolo caso non possiede, scrivono i Supremi Giudici.

La Corte Suprema era chiamata a decidere sul ricorso di un avvocato processato a Pordenone con l’accusa di furto pluriaggravato, falso per soppressione e calunnia. L’imputato aveva chiesto il trasferimento del processo per incompatibilità ambientale a causa dei ricorsi per risarcimento danni presentati nei confronti del secondo giudice e di altri due magistrati.

L’avvocato sosteneva che i tre magistrati rappresentavano l’organico della sezione penale del tribunale di Pordenone e che il processo doveva pertanto essere trasferito. I giudici hanno però respinto categoricamente la richiesta, pronunciandosi di fatto per la prima volta sulla legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Dalla sentenza della Cassazione sono così emerse due massime di diritto.

La prima esclude che il magistrato a cui sia stato richiesto un risarcimento danni si trasformi in un debitore. La domanda di risarcimento, infatti, è nei confronti dello Stato. La seconda esclude la possibilità di ricusare il magistrato contro cui sia stata avanzata una domanda di risarcimento.

La Cassazione specifica inoltre che

Quand’anche fosse ipotizzabile la ricusabilità di tutti i singoli magistrati di un medesimo ufficio giudiziario in relazione a uno specifico procedimento, devono essere allegate le specifiche cause di ricusazione con riferimento ai singoli giudici e seguite le corrispondenti specifiche diverse procedure, senza che l’accertata infondatezza delle pertinenti doglianze nella sede propria della ricusazione possa invece fondare la reiterazione delle medesime censure nel contesto del diverso istituto della rimessione.