Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati ottenuti nel 2016 presso l’Uif – Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia – che ha confermato come l’anno scorso siano state più di 100mila le segnalazioni di operazioni di riciclaggio da parte di banche e organizzazioni.

Rispetto all’anno precedente sono addirittura raddoppiati i casi in cui si sospetta che il denaro fosse destinato a finanziare il terrorismo, con una moltiplicazione addirittura di sei volte se confrontati con due anni fa.

A presentare il resoconto il direttore dell’ Uif, Claudio Clemente, il quale ha raccontato come l’anno scorso vi siano state segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo. Non si tratta di informazioni inutili, in quanto, si legge nel Rapporto: “Oltre il 90 per cento di esse è stato ritenuto di interesse investigativo dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria; sono diversi i casi in cui le indagini hanno confermato i sospetti”.

Anzi, la proliferazione di segnalazioni può essere vista come un contributo alla lotta al terrorismo: “I fallimenti più gravi dei sistemi di contrasto avvengono quando è carente la condivisione delle informazioni, prevalgono i particolarismi, si trascurano i segnali disponibili“.

Ad aumentare è anche la tempestività delle stesse segnalazioni: rispetto al 2008, in cui la percentuale di inoltro entro 30 giorni era del 20%, nel 2016 è stata del 43% e quest’anno si assesta già al 48%.

Contribuisce al successo delle indagini anche l’incremento dell’interscambio informativo internazionale. “Si registrano i primi segni di collaborazione da parte dei professionisti”.

Pier Carlo Padoan, presente all’incontro, ha spiegato come l’Uif sia “un punto di riferimento per la prevenzione della criminalità organizzata ed il terrorismo” che “svolge un ruolo fondamentale nell’analisi dei flussi finanziari illeciti”. I risultati dell’Uif, ha concluso il ministro, in questi primi dieci anni di attività hanno registrato un aumento “costante e proficuo”.