L’Organizzazione mondiale della sanità non ha dubbi: la dipendenza da sesso entra ufficialmente nel novero dei problemi mentali anche se alcuni esperti ritengono che non ci siano ancora evidenze scientifiche a supporto di questa affermazione.

Come è già capitato con la dipendenza da videogame, il disturbo sessuale deve durare da più di sei mesi per esser diagnosticato come tale. Nel caso specifico, dunque, il cosiddetto disordine compulsivo sessuale “è caratterizzato da uno schema di fallimenti nel controllare impulsi sessuali intensi e ripetitivi che sfociano in comportamenti sessuali ripetuti”.

Quali sono i sintomi? Prima di tutto il fatto chele attività sessuali diventino centrali nella vita delle persone al punto da far trascurare la salute, la cura personale o altri interessi”. Insomma che diventi quasi un’ossessione, un qualcosa a cui pensare tutti i giorni. Una malattia, appunto. Tra i sintomi anche “il continuo ricorso al comportamento sessuale nonostante conseguenze avverse o un azzeramento della soddisfazione da esso”.

“Non troviamo una sufficiente evidenza empirica che supporti la classificazione della dipendenza da sesso come disordine mentale” ha scritto l’American Association of Sexuality Educators, Counselors and Therapists che, dunque, non condivide l’impostazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. E non sono i soli: in molti sono ancora scettici.