La Procura di Roma, avendo preso atto delle indagini svolte della Guardia di Finanza, ha messo 13 misure restrittive indirizzate ai principali sospettati in un vasto caso di ricorsi tributari pilotati nella capitale.

A essere finiti nel mirino delle forze dell’ordine ci sono giudici, funzionari pubblici e avvocati, che dietro compenso si erano messi a disposizioni di privati per modificare l’esito dei ricorsi.

Sarebbe stato un vero e proprio sistema retto da quella che può essere definita un’organizzazione ben strutturata, quello scoperchiato dalle Fiamme Gialle: una situazione in realtà ben nota agli addetti ai lavori, denunciata infine da un professionista che non ha voluto accettare richieste sempre più esose.

I contribuenti si rivolgevano a giudici, avvocati, consulenti e commercialisti facenti parte della rete per ottenere importanti sgravi dalle imposte emesse dagli uffici dell’agenzia delle entrate: il tutto ovviamente dietro compenso di grandi somme di denaro o di doni di grande valore. Nel mirino anche i ricorsi avanzati presso la Commissione tributaria regionale e provinciale di Roma. Opportunamente indirizzati, i procedimenti finivano sempre per delegittimare gli accertamenti effettuati dal Fisco.

Gli investigatori hanno ora il duplice compito del recupero delle somme indebitamente sottratte allo Stato e di porre rimedio ai provvedimenti tributari sviati dall’azione della rete corruttiva.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha rilevato l’estrema gravità della scoperta fatta dalla Guardia di Finanza, che segna l’ennesimo danno enorme alla collettività, annunciando che l’associazione contribuirà alla vicenda legislativa costituendosi parte offesa: “Dopo Mafia Capitale, ancora una volta si scopre a Roma una organizzazione criminale che opera a danno dei cittadini. Gli illeciti commessi nell’ambito dei ricorsi tributari e degli sgravi fiscali hanno prodotto un danno economico evidente ai contribuenti onesti, centinaia di migliaia di romani che hanno regolarmente pagato i propri debiti con il Fisco o perso ricorsi nelle commissioni tributarie. Per tale motivo e a tutela della collettività il Codacons si costituirà parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura, e chiederà ai responsabili degli illeciti il dovuto risarcimento danni“.