Il problema della presenza di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi non è da sottovalutare. Secondo le previsioni dell’Unione Europea, infatti, le emissioni di anidride solforosa e degli ossidi di azoto, prodotte dalle navi, supereranno presto, si calcola entro otto anni, quelle invece prodotte da fonti terresti.

La grossa quantità di queste emissioni provocherebbe ogni anno ben 50.000 decessi prematuri sono nell’Unione Europea.

A seguito di questa analisi, il Parlamento Europeo ha iniziato a lavorare su una nuova normativa volta a contrastare l’inquinamento prodotto dalle imbarcazioni. L’obiettivo è quello di colpire direttamente la causa del problema: la quantità di zolfo nei carburanti.

Questo provvedimento dovrebbe permettere di risparmiare tra i 15 e i 34 miliardi di euro, riducendo la quantità di zolfo consentito nei carburanti ad uso marittimo, si scenderà quindi dall’attuale 0,50% allo 0,10% entro il 2020. Il limite riguarderà anche le navigazioni in acque costiere, dove però si dovrà intervenire entro il 2015.

In sostituzione dell’attuale carburante, l’Unione Europea propone di utilizzare tecnologie in grado di depurare i gas di scarico o, più semplicemente, combustibili a basso tenore di zolfo. Attualmente, i voti a favore della normativa sono 48, i contrari 15, a maggio però è possibile un voto della plenaria.