Sono venti gli arrestati nella provincia di Caserta per una maxi inchiesta su corruzione e appalti truccati nel settore dei rifiuti. Come riporta Repubblica.it, tra i coinvolti ci sarebbero amministratori pubblici, funzionari e persino imprenditori. 20 le custodie cautelari emesse dal Gip di Santa Maria Capua Vetere mentre 7 sono le persone finite ai domiciliari. Tutti gli altri, invece, sono stati condotti in carcere.

Rifiuti, inchiesta su corruzione e appalti

Ad eseguire le misure sono state la Guardia di Finanza di Caserta, coordinata dal generale Giuseppe Verrocchi e dai carabinieri diretti dal colonnello Giancarlo Scafuri. L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone, è durata oltre un anno: tutto è partito da presunte dazioni di denaro oltre ad “una serie di altre utilità” in cambio dell’assegnazione di appalti nel settore dei rifiuti, come scrive Repubblica.it.

Secondo la Procura, si tratta di un “vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi comuni del casertano”. Tra gli arrestati ci sarebbe il presidente della provincia di Caserta nonché sindaco del Comune di Alvignano insieme ad un assessore e al comandante della polizia municipale dello stesso paese, ma anche il sindaco di Piedimonte Matese, l’ex sindaco di Casagiove e il presidente del consorzio di bonifica Sannio-Alifana Pietro Cappella.