Continua il tormentone legato ai rifiuti a Roma, con un nuovo fronte giudiziario che si apre dopo la richiesta della procura di far luce sulla congruità delle tariffe pagate a Cerroni da Ama. In ballo ci sarebbe la lavorazione dei rifiuti indifferenziati nel tritovagliatore di Rocca Cencia, per il quale la municipalizzata pagò 175 euro a tonnellata, cifra ritenuta assolutamente fuori mercato e troppo superiore ai prezzi standard.

I carabinieri, due giorni fa, hanno già sequestrato una serie di documenti, ovvero i contratti depositati in Regione e Provincia tra lo stesso Cerroni e la municipalizzata. Una svolta decisa in seguito al blitz di fine luglio, avvenuto proprio negli impianti di Rocca Cencia e nella sede di Ama. Qui i documenti raccolti dai carabinieri, a quanto si apprende, non sono stati sufficienti.

Le polemiche sui costi della gestione del tritovagliatore di Cerroni si trascinano da anni. Già nel maggio 2015 l’allora presidente Daniele Fortini, già dimissionario, presentò un esposto: a quel tempo si parlava di una possibile somma corretta da versare a Cerroni attorno ai 104-120 euro. La situazione, però, non mutò fino a febbraio 2016, quando Ama decise di interrompere l’accordo con Cerroni.

Intanto il nuovo Sindaco di Roma Virginia Raggi e l’assessore all’Ambiente Paola Muraro si preparano a riferire sul caso il 10 o l’11 agosto. Entro il 17 convocata un’assemblea capitolina straordinaria proprio sul tema Ama.