Questo Paese ha bisogno di piccoli atti di coraggio.  Con queste parole lo studente catanese Alessio Grancagnolo ha esordito nel suo intervento a un incontro tra gli universitari e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Lo studente, iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania e membro del Coordinamento per la democrazia costituzionale di Catania, ha spiegato alla Boschi di aver ignorato i consigli dei suoi amici di ammorbidire i toni del discorso, perché rispetta l’ateneo come luogo di critica e dibattito costruttivo, fondato sulla libertà di espressione e sulla dialettica.

Lo studente ha poi lanciato una frecciatina al Governo Renzi, augurandosi di non essere etichettato come un vecchio parruccone, espressione con cui a suo dire gli esponenti dell’esecutivo bollano i dissidenti. La Boschi lo ha interrotto, chiedendo di portargli le prove che simile affermazioni siano mai uscite dalla sua bocca o da quella di Renzi. Entrando nel vivo delle critiche mosse alla riforma costituzionale l’universitario ha chiesto alla Boschi che legittimità politica possa avere un Parlamento eletto con una legge incostituzionale.

Lo studente fa notare che modificando ben 51 articoli della Carta questo Parlamento di “nominati” va ben oltre l’ordinaria amministrazione. Inoltre la riforma è stata approvata con una maggioranza artificialmente costruita. Lo studente ricorda alla Boschi che la Costituzione non è a disposizione del Governo e della maggioranza di turno. L’esecutivo secondo  Grancagnolo ha dimostrato arroganza, spingendo affinché l’ordinamento italiano passi da una democrazia parlamentare a una democrazia d’investitura, un premierato assoluto in cui il Governo è il vero dominus del progetto legislativo.

Rettore allo studente: non è previsto contraddittorio

Grancagnolo ha accusato il Governo di sacrificare la rappresentanza per la stabilità e di organizzare tour propagandistici negli atenei. Dopo alcuni minuti il rettore Pignataro ha interrotto lo studente, invitandolo più volte a stringere i tempi del suo intervento. Il ministro Boschi è invece intervenuta a favore dello studente, chiedendo di lasciarlo finire e annunciando che anche la sua risposta sarebbe stata altrettanto lunga.

Lo studente ha proseguito imperterrito, fino a quando il rettore stizzito non gli ha tolto la parola, sostenendo che il suo intervento si stava prolungando troppo, togliendo al Ministro attesa per altri impegni la possibilità di replicare. Il rettore, visibilmente seccato, ha spiegato che nell’incontro tra la Boschi e gli studenti non era previsto alcun contraddittorio e chi non gradiva il format avrebbe potuto evitare di partecipare.