La nuova riforma della costituzione è stata approvata dalla Camera dei Deputati. Il Ddl Boschi è passato con una larga maggioranza, ottenendo 376 voti favorevoli, contro 194 no e 5 astenuti. L’ok in Parlamento è stato accolto con grande favore da Matteo Renzi.

Il presidente del Consiglio ha infatti subito commentato con entusiasmo l’approvazione da parte della Camera della riforma costituzionale proposta dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Matteo Renzi su Twitter ha scritto: “Oggi quarto voto sulle riforme costituzionali: maggioranza schiacciante in attesa di conoscere il voto dei cittadini in autunno. Stiamo dimostrando che per l’Italia niente è impossibile. Con fiducia e coraggio, #avantitutta”.

La nuova riforma costituzionale prevede il superamento del bicameralismo perfetto così come è concepito oggi ed è in vigore da 70 anni a questa parte. I senatori non saranno più eletti e ci sarebbe inoltre l’abolizione del Cnel e delle province. Il Ddl Boschi prevede poi l’attribuzione allo Stato di varie funzioni adesso in mano alle Regioni. Si tratta di una riforma che, almeno nelle intenzioni del governo, vuole semplificare la costituzione italiana e permettere dei risparmi a livello economico.

Dopo l’ok della Camera, a questo punto la riforma della costituzione passa in Senato. In caso di ulteriore approvazione, si andrebbe quindi al referendum confermativo che, se tutto procede secondo i piani del governo, dovrebbe esserci il prossimo ottobre. In vista di questi ulteriori passi, Maria Elena Boschi per il momento preferisce essere prudente e ha commentato l’approvazione del suo Ddl dicendo: “C’è soddisfazione, sono molto contenta ma non è ancora il via libera definitivo, ci sono ancora due passaggi e ora ci prepariamo per il Senato”.

La Boschi in un’intervista a 8 e mezzo ha inoltre dichiarato: “Se gli italiani col referendum decideranno che queste riforme non saranno le riforme per i prossimi anni, tutti nel governo, anch’io ovviamente, dovremo necessariamente risottoporci alla scelta dei cittadini. È una scelta di serietà. Non potremmo fare finta di niente”.

Riguardo al referendum previsto per ottobre, Gianni Cuperlo del Pd lancia però un monito a Renzi e alla Boschi: “Sarebbe uno strappo gravissimo trasformare il referendum confermativo in un plebiscito personale o comunque in un voto estraneo al merito della riforma. Per quanto mi riguarda lo sbocco finale di questo percorso non è scontato finché non saranno chiari caratteri e qualità della democrazia che sarà destinata a uscire da questa stagione di riforme”.