L’attività politica di Matteo Renzi non si ferma neanche ad agosto. Principale preoccupazione del premier sembra essere la tanto agognata riforma del Senato, un tema su cui si è discusso a lungo e che presto potrebbe divenire realtà. Presentatosi a sorpresa alla Festa dell’Unità di Castelgrande, il Presidente del Consiglio, ha assicurato a tutti che l’approvazione delle modifiche delle competenze e della composizione del Senato è in vista.

Renzi non pare spaventato neanche dall’improvviso tentativo di voltafaccia di Forza Italia: “La riforma naturalmente andrà avanti, vediamo se riusciamo a coinvolgere più partiti possibili. Forza Italia ha votato questa riforma in prima lettura al Senato con Romani, poi alla Camera con Brunetta ha cambiato idea. Se ci staranno bene se non ci staranno faremo senza di loro. L’importante è che si faccia una riforma per gli italiani”.

Tuttavia il cammino senza il partito di Silvio Berlusconi potrebbe essere arduo a causa della nota scissione interna al Pd, su cui è indispensabile una mediazione, come ha dichiarato il ministro Martina. L’approvazione della riforma del Senato potrebbe allora passare per un accordo con Forza Italia sul tema della giustizia e una revisione dell’Italicum. Berlusconi è infatti convinto che debba essere introdotto il premio di maggioranza per la coalizione e non per il singolo partito.

Se gli azzurri sembrano di poter portare sul tavolo delle trattative temi argomenti come separazione delle funzioni, limitazioni a custodia cautelare e intercettazioni, dal fronte Pd, nella persona di David Ermini, responsabile Giustizia, arriva una doccia gelata. “Le intercettazioni come strumento investigativo non si toccano e per quanto riguarda il resto abbiamo già approvato un sacco di cose”, annuncia il deputato, che ribadisce: “non c’è materia per alcuna trattativa e tanto meno legata alle riforme”.

Presunti accordi sottobanco che non vanno giù al Movimento 5 Stelle, ”orfano” di Beppe Grillo, che avrebbe deciso di defilarsi. Il capogruppo alla Camera Giorgio Sorial denuncia una situazione paradossale: “Renzi e Berlusconi fanno solo finta di lasciarsi e riprendersi. Il patto del Nazareno è più vivo che mai perché il loro obiettivo è lo stesso: una legge elettorale antidemocratica, con la quale loro due decideranno la sorte dei cittadini senza pensare né al reddito di cittadinanza né al taglio delle tasse”.