La riforma della pubblica amministrazione è pronta a colpire. Il decreto legge approvato all’inizio dell’estate prevede che dal 1 settembre saranno tagliati la metà dei distacchi e permessi sindacali dei dipendenti pubblici. Tradotto: sulle tremila persona persone che hanno scelto i sindacati al posto dell’ufficio, 1.500 faranno ritorno nelle amministrazioni da cui provenivano. Il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia ha firmato la circolare sul taglio da cui si salvano le Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie (foto by InfoPhoto).

Una scure inevitabile in tempi di crisi e una riduzione, precisa il ministero, “finalizzata alla razionalizzazione ed alla riduzione della spesa pubblica” e “il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell’atto di revoca avverrà nel rispetto del contratto collettivo nazionale quadro sulle prerogative sindacali nonché delle altre disposizioni di tutela”. 

Conto alla roveschia anche per la stretta sugli acquisti: dovrebbe essere pubblicato a breve il decreto ministeriale che individua le caratteristiche essenziali dei beni comprati dalla P.A., così come previsto dal decreto Irpef. Quando saranno pubblicate le caratteristiche e i relativi prezzi benchmark, scatteranno anche i controlli. Matteo Renzi elogia la riforma con la quale il governo “dimostra di fare sul serio” ma anche parte dell’opposizione apprezza: “È un risultato epocale — spiega il senatore di Forza Italia Francesco Giro — ammetto che Renzi è stato bravo”.

Un’altra annunciata riforma del governo è quella della scuola: “Il 29 agosto sarà l’occasione per presentare la visione del nostro Governo sui temi dell’istruzione e in particolare della scuola, a cui seguirà poi un provvedimento che è in costruzione da mesi – ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ai microfoni di Sky Tg24 -. Investire sull’istruzione in un momento di crisi profonda vuol dire preparare la svolta radicale dei prossimi anni”. Proprio nella scuola si sentirà maggiormente il taglio dei distacchi: sui 1.500 ex sindacalisti che torneranno in ufficio 480 sono insegnanti. Tempi duri dunque per i supplenti annuali che ogni anno coprivano i buchi in organico.

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