Ieri non è stata decisamente la volta buona per la riforma della scuola promossa dal governo Renzi e tanto osteggiata dai sindacati degli insegnanti e dagli studenti. In serata dal Senato è infatti arrivato il primo no dalla Commissione Affari Costituzionali. La riforma della buona scuola non ha ottenuto il parere di costituzionalità. I sì sono stati 10 così come i pareri contrari, ma per le regole del Senato il pareggio equivale a una bocciatura.

Il governo non ha ottenuto la maggioranza malgrado Anna Finocchiaro, presidente della Commissione, abbia deciso di votare a favore, anziché astenersi come avviene di consuetudine. A opporsi alla riforma della scuola sono stati gli esponenti di centro. Mario Mauro del gruppo Gal ha spiegato perché ha votato contro:

Da un punto di vista costituzionale la riforma della buona scuola è scritta male, pertanto fermiamoci e riscriviamola meglio.

A pesare sul primo stop della riforma della scuola sono state anche le assenze di tre senatori di NCD:  Salvatore Torrisi, Andrea Augello e Gaetano Quagliariello. Il PD, malgrado le tensioni nella minoranza, ieri si è invece compattato, esprimendosi a favore della costituzionalità.

Il Pd era rappresentato in commissione Affari costituzionali del Senato da tutti i suoi componenti, che si sono espressi in maniera positiva sul parere da esprimere, ha tenuto a sottolineare il capogruppo in commissione Doris Lo Moro.

La prima sonora bocciatura della riforma della scuola non è passata inosservata agli occhi dell’opposizione. Renato Brunetta, uno dei massimi esponenti di Forza Italia, ha infierito sull’esecutivo:

Per il governo è l’inizio della fine. Avevamo detto a Renzi che sarebbe stato un Vietnam e lui ha ironizzato. Adesso il Vietnam lo sta vivendo. Benvenuto e auguri, ha twittato l’ex Ministro della Pubblica Amministrazione.

Riforma della scuola: per la maggioranza bocciatura al Senato è omicidio senza morto

Cionostante Renzi non perde il suo ottimismo ed è convinto di portare a casa la riforma della scuola, pur non escludendo un confronto sui punti critici. Per la maggioranza quello di ieri è solo “un omicidio senza morto” perché il parere della Commissione non è vincolante.