227 sì, 173 no e 4 astenuti: una maggioranza risicata quella che da poco ha reso legge a tutti gli effetti il ddl della riforma della scuola firmata da Giannini e Renzi.
Tra gli astenuti anche nomi celebri come quelli di Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e Gianni Cuperlo, facenti parte della cosiddetta minoranza interna al Pd; nello stesso Partito Democratico si sono poi segnalati quattro voti negativi, dati che il premier dovrà tenere a mente per i suoi prossimi progetti.

Inevitabili le proteste in aula, che hanno fatto il paio con quanto avvenuto lo scorso 25 giugno quando si è votata la fiducia al Senato. Le manifestazioni dell’opposizione alla riforma della scuola hanno visto deputati leghisti con cartelli con un avvertimento, “Giù le mani dai bambini”, mentre più internazionali membri di Sel hanno mostrato fogli con i colori greci e il messaggio “Oxi alla buona scuola di Renzi”. Più di impatto la lettura di tre articoli della Costituzione inerenti scuola e ricerca da parte dei grillini del Movimento 5 Stelle, richiamati all’ordine dal vicepresidente Roberto Giachetti dopo aver sforato il tempo consentito.

Subito dopo Simona Malpezzi del Pd ha ribadito il pieno rispetto della Costituzione della legge, che garantirà nuovi investimenti, l’assunzione a tempo indeterminato di 100mila insegnanti e 60mila l’anno prossimo con concorso, più lo stanziamento di fondi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli edifici danneggiati.

Questi i principali cambiamenti introdotti dalla riforma della scuola.

  • Scuola più autonoma con istituti che richiederanno docenti e mezzi per mettere in pratica il programma scolastico, che diventerà triennale e potrà godere del raddoppiamento del Fondo di funzionamento delle scuole. Nei periodi di riposo associazioni e parti terze potranno usare l’istituto per attività educative, culturali e ricreative.
  • Come già accennato sono previste 100mila assunzioni di professori precari a partire da settembre, con il criterio dell’esaurimento delle graduatorie, che comprenderanno anche i vincitori del concorso del 2012. In più verrà organizzato un nuovo concorso il cui bando uscirà a dicembre.
  • Maggiori poteri ai presidi, che sceglieranno i docenti ma saranno valutati da apposite commissioni sulla base delle informazioni che dovranno essere rese pubbliche.
  • Presidi e professori verranno premiati con una retribuzione aggiuntiva (bonus) su base meritocratica.
  • Impostate anche detrazioni per le donazioni alle scuole, con un limite di 100mila euro, e per le spese delle famiglie con figli allievi di scuole paritarie.
  • Curriculum flessibile per i ragazzi delle superiori, e potenziamento di alcune discipline come arte, musica, diritto, economie e conoscenze digitali. In più per l’ultimo anno di licei e istituti tecnici sono previste rispettivamente 400 e 200 ore di alternanza scuola-lavoro, con impieghi presso aziende, enti pubblici e musei, anche in periodo estivo e all’estero.