La riforma della scuola in Francia fa discutere come quella che in Italia vorrebbe mettere in piedi Matteo Renzi. E così come nel nostro Paese si scende in piazza per protestare contro le innovazioni che si vorrebbero apportare al sistema e per quelle che invece, richieste, non si vorrebbero introdurre, anche la scuola francese è pronta a protestare contro la riforma voluta dal governo del presidente François Hollande.

I più grandi sindacati del Paese (interessano circa l’ottanta per cento dei professori) sono pronti ad indire uno sciopero contro la riforma della scuola in Francia. Una riforma che sta davvero facendo discutere molto soprattutto perché si vorrebbe ridurre il numero di studenti previsto per ogni classe, si vorrebbero tagliare le ore dedicate all’insegnamento del greco e del latino ma nel contempo si vorrebbero aumentare le ore dedicate allo studio dell’Islam (attualmente insegnato agli studenti con più di 12 anni di età).

È proprio quest’ultimo aspetto che sta facendo discutere maggiormente: chi protesta contro la riforma della scuola in Francia attacca in particolar modo l’iniziativa secondo cui lo studio del greco e del latino dovrebbe essere sacrificato per far posto ad un totale di ore settimanale maggiore per studiare l’Islam. Una minaccia, quest’ultima, all’identità francese, visto che lo studio del cristianesimo medievale, ad esempio, dovrebbe diventare opzionale.

La riforma vuole dare più autonomia alle scuole, ridurre il numero di studenti per classe, dimezzare le ore dedicate all’insegnamento del greco e del latino e aumentare le ore di studio dell’Islam, che in Francia si insegna ora agli alunni di età superiore ai 12 anni. Chi si oppone alla riforma sostiene che si tratti di una “minaccia” all’identità francese, perché lo studio del cristianesimo medievale, invece, diventerà una materia opzionale.

L’artefice della riforma della scuola in Francia è la Ministra dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem, musulmana di origine marocchina che è stata pesantemente criticata dall’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, che l’ha bollata addirittura come incompetente. C’è da dire però che fra coloro che la criticano sono presenti anche alcuni membri del suo stesso partito nonché noti intellettuali come Jean-Pierre Le Goffe oppure Pierre Nora.