Non penso di dover spiegare a nessuno cosa sia la Legge Fornero e quali effetti abbia avuto. Come molti di voi sapranno, qualche mese fa la Lega ha lanciato una serie di referendum abrogativa tra cui spiccava la richiesta di cancellazione della legge che comprende la tanto famigerata riforma delle pensioni targata dalla ministra del lavoro del governo Monti.

Non ci si può quindi sorprendere se in questi giorni, come annunciava il leader della Lega Nord Matteo Salvini, “quota 500 mila firme è stata raggiunta”. Il politico ha poi aggiunto su Facebook: “Grazie a tutti voi!!! Ora manca l’ultimo passaggio, l’ok della Corte Costituzionale. Se a Roma non ci faranno scherzi, in primavera si cancella la Fornero”.

Cosa ci riserverà il futuro? Lo scenario più probabile è che la Corte dichiari incostituzionale questo referendum, perché l’articolo 75 della Costituzione stabilisce che “non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio“, e la riforma Fornero, anche se non rientra in questi due casi, per effetto delle sue disposizioni in materia previdenziale, ha prodotto una manovra correttiva dei conti pubblici, poi recepita nella legge di bilancio – quella che oggi chiamiamo legge di Stabilità.

Se anche poi la Corte Costituzionale dichiarasse ammissibile tale quesito, basterebbe una modifica della normativa sulle pensioni per rendere inutile il referendum. Insomma, non credo proprio che voteremo mai su questo tema.

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