Le schermaglie tra Partito democratico e Nuovo centrodestra all’interno del Governo stanno agitando le acque in questi giorni. Matteo Renzi ha messo le mani sul provvedimento chiamato “sblocca Italia“, imponendo molte modifiche al testo predisposto dal ministro alfaniano alle Infrastrutture Maurizio Lupi, lamentando la mancanza di diverse coperture.

Ma l’Ncd si prende una piccola rivincita in tema di Giustizia. Infatti la riforma che approda in Consiglio dei ministri nel pomeriggio del 29 agosto vedrà una novità in tema di intercettazioni, argomento sui cui il partito del vicepremier Angelino Alfano è molto sensibile. Nel testo del disegno di legge che modificherà il processo penale, si recita all’articolo 8: “E’ fatto divieto di trascrizione, anche sommaria, del contenuto delle conversazioni casualmente intercettate, salvo il potere del Pm di disporre diversamente, al fine di verificare l’esistenza di notizie di reato“.

E’ un contentino. In teoria in questo modo non dovrebbero più venire dati in pasto alla stampa (e nemmeno usati nei processi) i contenuti delle intercettazioni che non riguardano persone indagate. Tuttavia la frase “salvo il potere del Pm di disporre diversamente” suona abbastanza preoccupante.