Matteo Renzi torna in televisione e difende la sua riforma del lavoro. Ma soprattutto tenta di tranquillizzare imprese e famiglie su uno degli argomenti più spinosi per imprese e famiglie, le tasse. Partendo dal Jobs Act, il presidente del Consiglio, davanti alle telecamere della trasmissione Virus di Rai 2, ipotizza anche per il passaggio alla Camera la strategia adottata per il Senato, cioè il ricorso al voto di fiducia: “Se fanno velocemente, non ci sarà bisogno della fiducia, che comunque è una possibilità“. Lo scontro con i sindacati? “Landini vuole occupare le fabbriche, noi vogliamo aprirle. I sacrifici li devono fare tutti, i politici come i sindacalisti. Ma non può essere che vada bene tutto quello che riguarda i sindacati e non quello che fanno i politici. Tutti i settori della pubblica amministrazione devono fare le cose per bene“.

E poi le tasse. Renzi fa la stessa promessa di tutti i suoi predecessori: “Io le tasse non le aumento. Gli 80 euro in busta paga sono un segnale. Devono essere considerati come un abbattimento del cuneo fiscale di 10 miliardi di euro per le famiglie“. Poi aggiunge: “Non c’è l’ipotesi di aumentare l’Iva e il Governo non aumenterà la tassa di successione. Nella riduzione degli sprechi tagliamo altri 3,2 miliardi, proprio per non aumentare l’Iva“. L’altra questione che ha sollevato molti dubbi, il versamento del Tfr in busta paga: “I soldi verranno anticipati dalle banche; dalle imprese non uscirà una lira“.

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