C’è l’intesa per modificare la legge elettorale. Tutto merito di Silvio Berlusconi e di Forza Italia, visto che l’ex Premier ha avuto un lungo colloquio con la sua squadra a Palazzo Grazioli prima di dire sì alla proposta di Matteo Renzi: “Come ulteriore atto di collaborazione, nell’interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell’assetto istituzionale, manifestiamo la nostra disponibilità a una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l’efficacia alla sola Camera dei deputati, accettando lo spirito dell’emendamento 2.3”. Con questa nota Forza Italia ha dunque di fatto annunciato il suo appoggio alla riforma della legge elettorale, il famoso Porcellum.

L’emendamento prevede che sia soppresso l’intero articolo 2 della legge, quello che di fatto regola l’elezione del Senato. Dunque, riforma sì ma solo per l’elezione alla Camera dei Deputati. Quindi un cambio a metà, ma di questi periodi di governi ballerini sembra già un grande passo in avanti. Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria nazionale del Pd: “E’ sicuramente positivo che abbiamo trovato l’accordo sulla legge elettorale, segno che il cammino delle riforme può proseguire”. Il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza: “L’Italicum funziona con un sistema monocamerale e ha senso solo come primo passo per le riforme. Occorre legare la legge elettorale con le altre riforme. Non ci serve una legge elettorale per andare a votare tra tre mesi, sarebbe un segnale di resa della politica”. Quindi l’ottimismo mattutino di Matteo Renzi ha dato i suoi frutti. Su Twitter il presidente del Consiglio aveva scritto: “Ce la facciamo, la portiamo a casa. E sarà una vera rivoluzione”.

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