Chi la patente ce l’ha già, può stare tranquillo. La riforma che entrerà in vigore domani, infatti, riguarderà solo i futuri automobilisti. Una riforma complicata, frutto dell’ingresso di due direttive europee nell’ordinamento italiano, che ha già creato polemiche ancora prima di essere applicata. Obiettivo della nuova normativa è quello di migliorare il livello della sicurezza stradale e della formazione dei conducenti, oltre che di facilitare la circolazione di merci e persone sul continente.

Aumentano le categorie dei documenti di guida, che da 9 passanto a 15 (AM; A1; A2; A; B1; B; BE; C1; C1E; C; CE; D1; D1E; D; DE) con l’arrivo di sottocategorie che permettono di guidare solo una parte dei veicoli della categoria principale. Aumenta il limite d’età per ottenere le patenti C e D, quelle per la guida di camion e autobus, conseguibili da ora in poinsolo a 24 anni. A 18 e 21 anni, invece, sarà possibile prendere la C1 e la D1. Per guidare le microcar sopra i 400 kg sarà necessaria la B1, che si potrà prendere a 16 anni.

Novità importanti per i minorenni alla guida. Scompare il cosiddetto patentino per i motorini, sostituito dalla patente AM, necessaria per chi guida sulle due ruote e per le microcar (foto by Infophoto). Potrà essere presa a 16 anni, con un esame identico a quello necessario per la patente A. Come per gli automobilisti adulti, anche ai possessori della patente Am potranno essere decurtati punti in caso di gravi infrazioni (come succede ora anche nella MotoGp). E se gli verrà sospesa la licenza di guida dovranno sottoporsi alla revisione come tutti.

La A1 per le moto 125 si potrà prendere a 16 anni, la A2 per moto fino a 35 kw invece a 18. Per avere la attuale A, che permette di guidare tutte le moto senza limitazioni, bisognerà avere 20 anni ma solo se si ha la A2 da almeno 2 anni, altrimenti bisognerà attendere i 24.  I corsi, inoltre, non saranno più impartiti dalle scuole ma bisognerà presentarsi come privatisti oppure frequentare i corsi nelle autoscuole.