Procedono i lavori che dovranno portare alla riforma delle pensioni in Italia e oggi sembra essere stato fatto un passo decisivo per la definizione di quelli che dovranno essere i punti fondamentali della riforma stessa. Governo e sindacati hanno infatti congiuntamente firmato un verbale di accordo in merito agli interventi che dovranno essere presenti all’interno del nuovo sistema pensionistico.

I punti principali della riforma delle pensioni dovranno riguardare, in particolare, l’estensione e l’aumento della quattordicesima per tutti quei pensionati che hanno redditi più bassi, introduzione dell’Ape e intervento sui precoci.

Per quanto riguarda la quattordicesima ad esempio, l’intesa prevede che la stessa venga estesa fino ad essere riconosciuta a 3,3 milioni di persone, ossia tutte quelle che beneficiano di pensioni e redditi complessivi che non superano i mille euro al mese (al momento è riconosciuta per redditi che non superano 750 euro al mese). L’estensione effettiva, dunque, dovrebbe essere di più di un milione di pensionati. Chi gode già della quattordicesima – più di due milioni di pensionati – si vedrà invece aumentare la somma percepita.

Per i lavoratori precoci, ossia che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni, la misura che dovrebbe essere prevista riguarderebbe la possibilità di uscire anticipatamente con 41 anni di contributi, qualora essi appartengano alle categorie dei lavoratori attualmente in difficoltà, ossia disoccupati privi di ammortizzatori sociali, chi ha svolto attività pesanti oppure diversamente abili.