Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti durante il question time al Senato della Repubblica ha riaperto alla possibilità di introdurre delle modifiche alla legge Fornero in occasione della prossima legge di StabilitàIl Governo è intenzionato a rimettere mano alla riforma Fornero per attivare una maggiore flessibilità in uscita che sia graduale e sostenibile economicamente. Ma l’intervento potrà avvenire solo all’interno della legge di Stabilità perché è lì che bisogna quantificare e qualificare le risorse per le scelte da fare“.

Al centro dell’azione del governo ci sarebbero soprattutto gli esodati e tutti quei lavoratori che sono vicini alla pensione e che rischiano di restare senza lavoro e senza ammortizzatori sociali. Il ministro non ha poi precisato che ogni modifica del sistema pensionistico deve ricevere l’ok dell’Unione Europea e che questo non potrebbe arrivare, visto che le analisi dei burocrati europei fissano la loro attenzione soprattutto sul breve periodo, mentre secondo Palazzo Chigi, l’equilibrio del sistema pensionistico si gioca sul lungo periodo.

Secondo le idee del governo Renzi, le modifiche vorrebbero dare la possibilità di andare in pensione in anticipo rispetto ai requisiti attuali con un assegno ridotto. I tecnici del ministero – così come quelli dell’Inps – sono al lavoro su simulazioni che prevedano un’uscita dal mercato del lavoro in un arco di età che va dai 62 ai 70 anni. Il maggior esborso dei primi anni dall’applicazione di queste modifiche – nei primi mesi successivi al lancio di una misura del genere si può prevedere un notevole incremento delle domande di pensionamento perché bisogna considerare tutti i lavoratori bloccati dalla riforma Fornero – verrebbe poi compensato solo in un secondo momento, perché solo dopo diversi anni la riduzione della pensione per chi lascia prima equivarrà al maggior esborso per l’uscita anticipata.

Sul tema della riforma delle pensioni bisogna aggiungere che il governo Renzi promette da tempo degli interventi, ma finora non si è visto nulla. il motivo principale è di ordine economico: la manovra Monti-Fornero prevede di risparmiare 80 miliardi di euro fino al 2020 – e quindi ha un ruolo decisivo nel garantire la sostenibilità finanziaria del debito pubblico italiano.