La riforma del processo penale ha avuto il primo via libera dalla Camera dei deputati e il testo passerà adesso al Senato. Sarà introdotta una serie di novità che muteranno alcuni aspetti importanti del procedimento e che andrà a toccare aspetti come quello delle intercettazioni, dei tempi per l’esercizio dell’azione penale e del riordino dell’ordinamento giudiziario.

Riforma processo penale: cosa cambia

Fra i punti più discussi della riforma vi è senz’altro quello che riguarda le modifiche introdotte in materia di intercettazioni. La riforma del processo penale va a toccare però tantissimi altri punti, fra cui:

  • registrazioni fraudolente - condanna fino a 4 anni per la diffusione di captazioni fraudolente di conversazioni tra privati, diffuse al solo scopo di recare a qualcuno danno alla reputazione e all’immagine. La punibilità del fatto è invece esclusa quando le riprese o le registrazioni costituiscono prova di un processo o sono utilizzate per l’esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca;
  • intercettazioni – vietata la pubblicazione di conversazioni che non sono affatto rilevanti ai fini dell’indagine e che riguardano persone del tutto estranee ai fatti;
  • estensione dei diritti della parte offesa – a sei mesi dalla denuncia, la persona offesa ha diritto di conoscere lo stato del procedimento, avendo quindi un potere di controllo e stimolo all’attività del pubblico ministero; ha inoltre più tempo per opporsi alla richiesta d’archiviazione;
  • aumento pena per furti e rapine – per il furto in abitazione la pena passa da tre a sei anni; per furto aggravato da due a sei anni, per rapina semplice da quattro a dieci anni;
  • aumento pena per voto di scambio politico-mafioso – la pena attuale di 4-10 anni passa a 6-12 anni;
  • estinzione del reato – nei procedimenti che vengono attivati da querela di parte, il giudice dichiara estinto il reato quando, sentite le parti e la persona offesa, l’imputato ripara interamente il danno mediante restituzione o risarcimento ed elimina le conseguenze del reato;
  • tempi certi per l’esecuzione delle indagini – il rinvio a giudizio o l’archiviazione dovranno essere chiesti dal pubblico ministero entro tre mesi, prorogabili di altri tre dal procuratore generale presso la corte d’appello se si tratta di casi complessi, dalla scadenza di tutti gli avvisi e notifiche di conclusa indagine. Per i delitti di mafia e terrorismo il termine sale a dodici mesi;
  • motivi di appello – resi più rigorosi e molto più specifici i motivi di appello, pena l’inammissibilità; indicati con maggiore precisione anche i requisiti della sentenza, per agevolare e semplificare le eventuali impugnazioni;
  • ricorso in Cassazione – aumento delle sanzioni in caso di inammissibilità dei ricorsi, introduzione di una disciplina semplificata per l’inammissibilità per vizi formali, aumento delle ipotesi di annullamento senza rinvio, assegnazione del potere di correggere l’errore materiale allo stesso giudice che ha emesso la sentenza;
  • decreto penale di condanna – la pena pecuniaria in sostituzione di quella carceraria si abbassa da 250 euro a 75 euro, in base alla condizione economica dell’imputato;
  • giudizio abbreviato – una volta accettato questo tipo di processo, non potranno più essere proposte questioni in merito alla competenza territoriale e alle nullità, che se non assolute, saranno quindi sanate.