L’ennesima conferenza stampa, l’ennesimo provvedimento che promette fuoco e fiamme, in attesa di essere probabilmente massacrato dal passaggio parlamentare. Ma per il momento Matteo Renzi si mantiene nettamente ottimista. Il Consiglio dei ministri ha varato il 10 luglio il disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione. I dettagli del provvedimento saranno illustrati oggi dai ministri. Il presidente del Consiglio si è limitato a dire che “Sarà una rivoluzione copernicana, con la pubblica amministrazione che andrà dal cittadino e non viceversa“.

In attesa di farci vedere concretamente di cosa si tratta, Renzi ha aggiunto: “Stiamo facendo la rivoluzione del buon senso, dimezzando la politica, semplificando e invertendo rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Alla fine del percorso di riforma, la Pubblica amministrazione avrà il dovere di mettere on-line tutti i certificati“. Se solo questo punto venisse realizzato, sarebbe veramente una rivoluzione. Tanto per fare un piccolo esempio, oggi le delibere dei consigli comunali spariscono dopo 15 giorni. Ma per arrivare al vero cuore della riforma, cioè le regole per il lavoro dei dipendenti pubblici, uno degli ostacoli più forti sarà l’opposizione dei sindacati, che si annuncia durissima, come ha già fatto sapere la Cgil. Per esempio, sulle ore disponibili per i permessi sindacali. Renzi è battagliero: “Nessuno vuole punire i sindacati, ma se hanno il 50% dei permessi in meno nessuno soffrirà. Stiamo attuando percorso di riforme così radicale e significativo al Senato che figuriamoci se abbiamo paura“.