La riforma del pubblico impiego del Ministro Marianna Madia arriva finalmente in Consiglio dei Ministri. Si tratta di una riforma parecchio attesa perché dovrebbe servire a riorganizzare la Pubblica Amministrazione italiana, servendosi soprattutto della creazione di un Testo Unico. Nel mirino della riforma del pubblico impiego, in particolare, la lotta ai furbetti del cartellino, agli assenteisti ma anche piani per assumere e stabilizzare i precari. Ma non è tutto, perché la riforma si occuperà anche di licenziamenti e scarso rendimento.

Riforma pubblico impiego: lotta all’assenteismo

In base al testo della riforma, si intensificheranno i controlli sulle assenze per malattia/infortunio e le verifiche fiscali saranno accentrate presso l’INPS. Si procederà inoltre con un’armonizzazione degli orari in cui bisognerà assicurare reperibilità in caso di visite di accertamento e saranno intensificati anche i controlli per evitare il fenomeno dell’assenteismo (soprattutto quando si verifica in alcuni momenti particolari dell’anno). A fronte di tutto ciò, la riforma dovrebbe introdurre anche premi di produttività per i più meritevoli.

Riforma pubblico impiego: lo smartworking

Una Pubblica Amministrazione moderna che si rispetti deve concentrare i proprio sforzi anche sulle novità che consentono ai lavoratori di svolgere al meglio la propria professione. Ciò significherà dare spazio al telelavoro (ossia lavoro da casa), a consentire di ottenere più facilmente il part time ma anche al raggiungimento di accordi tra la P.A. e asili e campi estivi per consentire ai genitori di trovare soluzioni più efficaci per gestire i propri figli.

Riforma pubblico impiego: regolarizzazione dei precari

Fra gli altri interventi importanti della riforma Madia, ci sarà senz’altro anche un piano di assorbimento dei tantissimi precari che attualmente lavorano per il pubblico impiego. Dovrebbe essere altresì introdotto un nuovo sistema per le assunzioni, basato su piani triennali e fabbisogni che si presentano di volta in volta.