Nonostante le proteste e le contestazioni, la riforma della Buona scuola proposta dal Governo Renzi avanza e anzi accelera. Dopo la conclusione di una riunione sul tema che si è tenuta a Palazzo Chigi, il capogruppo del Partito Democratico Ettore Rosato ha comunicato l’intezione di rispettare i tempi per l’approvazione del provvedimento, purchè ci sia la collaborazione anche da parte delle opposizioni.

A proposito della riforma, Ettore Rosato ha dichiarato: “C’è l’intenzione per approvare il provvedimento sulla scuola nei tempi più rapidi possibili, ma chiediamo allo stesso tempo alle opposizioni di collaborare, perché con 3 mila emendamenti non si può approvare la riforma e se si continua così è solo un modo per rallentare i tempi”.

Il capogruppo del Pd Ettore Rosato sul tema della scuola ha inoltre annunciato un’apertura al confronto: “Ci sarà un lavoro di miglioramento del testo al Senato, per fare tutto nel miglior modo possibile anche chiedendo la collaborazione dell’opposizione perché sulle assunzioni c’è un interesse comune. Sul provvedimento ci può essere un confronto nel merito, perché con tremila emendamenti le assunzioni non si possono fare ma c’è solo la volontà di affossare il provvedimento”.

Matteo Renzi ha intanto cominciato una serie di incontri sul tema della scuola, in modo da chiudere la riforma in tempi rapidi, visto che l’approvazione definitiva del ddl sulla Buona scuola era inizialmente previsto per la metà di giugno. Peccato ci siano stati poi ritardi dovuti alle votazioni sui vari numerosi emendamenti in commissione Cultura al Senato.

Enrico Zanetti di Scelta Civica ha tenuto a ricordare al premier di incontrare anche gli alleati di governo: “Che il presidente del Consiglio incontri una delegazione di deputati e senatori del suo partito per concordare il timing delle prossime settimane e le priorità dei prossimi mesi va benissimo ed è, anzi, cosa più che mai opportuna. Purchè accada altrettanto con gli alleati che anche recentemente, in occasione di passaggi cruciali, hanno garantito in modo compatto al governo voti che proprio una parte del Partito Democratico gli ha invece negato”.