Arriva l’autunno e puntuali si presentano le manifestazioni e le proteste contro l’ennesimo tentativo di riforma della scuola. Il 10 ottobre le piazze di gran parte d’Italia vedranno sfilare studenti (organizzati dall’Udu, Unione degli studenti universitari) e sindacati appartenenti ai Cobas e alla Cgil. La rete è stata protagonista per la comunicazione, tra tutti l’hashtag Twitter #10ott. Cosa vogliono? Chiedono di annullare il decreto Sblocca Italia. Nonostante il piano governativo di assumere 150mila insegnanti, a chi protesta non piace l’idea di tagliare l’organico degli ausiliari e di ridurre di 400 milioni gli stanziamenti per l’università, in aggiunta al taglio di altri 160 milioni sul fondo per il diritto allo studio.

Una nota dell’Udu spiega che “Scendiamo in piazza per chiedere una scuola, un’università, un Paese diverso, che non è certo quello del Jobs Act o dello Sblocca Italia, per dire che siamo noi la bellezza di questo Paese e che non possiamo più permetterci di vivere nella precarietà ed essere privati dei nostri diritti“. Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, aggiunge in un comunicato: “Nelle università e nella ricerca pubblica si licenziano i precari. Competizione individuale e tra le scuole, allargamento dei poteri dei dirigenti scolastici, ingresso dei privati e riduzione degli spazi di democrazia sono inaccettabili perché segnano un radicale regresso culturale e sociale della scuola pubblica“.

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