Due senatori, uno di maggioranza e l’altro di opposizione, firmano e depositano un pacchetto di emendamenti al progetto di riforma del Senato in cui si propone anche il ripristino dell’immunità parlamentare (tolta invece dal disegno di legge partito dal Governo). E ora si scopre che in realtà nessuno la voleva. Gli stessi due firmatari, che evidentemente non leggono ciò che firmano, dicono di non volerla. Roberto Calderoli, Lega Nord, dice senza mezzi termini: “Togliamola anche dalla Camera“. Angela Finocchiaro, Partito democratico, si arrampica sugli specchi e se ne esce con una proposta cervellotica: creare una sezione della Corte costituzionale che esamini le richieste provenienti dai magistrati per entrambe le camere. Fantastico, aumentiamo ancora di più il potere della magistratura, come se non fosse già ampiamente sbilanciato rispetto ad esecutivo e legislativo.

Forza Italia, per bocca del capogruppo Paolo Romani, dice di non avere nulla a che fare con quegli emendamenti. Matteo Renzi fa sapere ai suoi: “Se lo scudo è un problema, lo togliamo“. Di conseguenza il suo portavoce (correzione, il ministro per le riforme) Maria Elena Boschi afferma che “Il tema non è centrale“. Il Movimento 5 stelle parte all’assalto: “Vergognoso privilegio!“, esclama Luigi Di Maio. Terribile sospetto: che gli emendamenti si siano presentati da soli?