La prima lettura del ddl Boschi sulle riforme è stato approvato dal Senato con 183 sì, nessun contrario e quattro astenuti, tra cui il senatore della Lega Roberto Calderoli e la senatrice a vita Elena Cattaneo. Nessun contrario perché le opposizioni Gal, Lega, Sel e M5s hanno scelto di non partecipare al voto per evidenziare la loro netta contrarietà all’approvazione della riforma e alle modalità del suo esame. Molti senatori della maggioranza hanno mostrato il loro dissenso.

Via libera in prima lettura quindi al disegno di legge costituzionale che riforma Senato e titolo V della Costituzione. Nel disegno di legge costituzionale Boschi verrà superato il bicameralismo paritario, ridotto il numero dei parlamentari, contenuti i costi di funzionamento delle istituzioni, soppresso il Cnel e rivisto il Titolo V della parte seconda della Costituzione. (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ)

Molto soddisfatto il premier Renzi che su twitter ha scritto: “Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi.”

La ministra delle Riforme Maria Elena Boschi intervenendo in Aula ha voluto ringraziare il presidente del Senato: “Esprimo un ringraziamento per l’ equilibrio dimostrato al presidente Grasso, che credo che abbia sempre cercato di mantenere l’imparzialità e il ruolo di garanzia in quest’aula”.

Tra i “malpancisti” all’interno della maggioranza ci sono stati i 16 dissidenti del PdVannino Chiti, Felice Casson, Lucrezia Ricchiuti, Corradino Mineo e Walter Tocci che hanno deciso di non partecipare al voto, pur restando in Aula. Oltre agli otto esponenti del Ncd contrari alla scelta del loro partito di votare si al ddl. Non fan parte della maggioranza ma il loro partito è stato fondamentale per il passaggio al Senato, i 19 senatori di Forza Italia, guidati da Augusto Minzolini, hanno deciso di non schierarsi al fianco del governo in questo passaggio.

Il capogruppo di FI, Paolo Romani, ha dichiarato: Questa riforma porta due firme: quella di Renzi e quella di Berlusconi. Stiamo scrivendo una pagina storica”, aggiungendo, “Ma al governo non riconosciamo il merito di aver tagliato le tasse. Vi siete dimenticati delle aziende. Noi faremo opposizione vera, leale e responsabile”. 

Ora il provvedimento passa  per la seconda lettura, ne occorreranno almeno quattro, tra Camera e Senato, come avviene per i ddl di rango costituzionale