No al Senato elettivo, via libera al metodo proporzionale per ciò che riguarda l’attribuzione dei seggi. Questi i due punti salienti stabiliti dall’emendamento della relatrice al ddl sulle riforme, Anna Finocchiaro, con il quale si va a confermare il cosiddetto patto del Nazareno sulla non elettività del Senato. Saranno 100 i senatori previsti, 95 in rappresentanza delle istituzioni territoriali e 5 nominati direttamente dal Presidente della Repubblica, il cui mandato sarà coincidente con quello degli organi territoriali nei quali sono stati eletti. L’emendamento prevede inoltre che il numero minimo di senatori per ciascuna Regione scenda da 3 a 2.

“Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. I consigli regionali e i consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano eleggono i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori. I seggi sono attribuiti con sistema proporzionale sulla base dei criteri stabiliti con legge costituzionale, tenuto conto della composizione di ciascun consiglio regionale. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due”

Come verranno eletti i senatori? Ogni consigliere regionale potrà votare per una sola lista di candidati, composta da consiglieri regionali stessi e da un sindaco; quindi, come si legge nel testo, “al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi assegnati e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati“. Infine, dalla lista che ha ottenuto più voti si potrà eleggere il candidato, che potrà essere il sindaco o un consigliere regionale.

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