Ci riprovano martedì 22. La seduta mattutina a Palazzo Madama è cominciata alle 9.30. Quella pomeridiana è programmata per le 16. Ma che riescano almeno a cominciare il voto sul disegno di legge costituzionale di riforma del Senato è tutto da vedere. L’assenza tattica di Matteo Renzi, che sceglie di andare in Africa proprio mentre si discute il provvedimento più importante della sua politica, non ha evidentemente portato a risultati utili. E’ troppo agguerrita l’opposizione sull’ostruzionismo. Sel, Lega e Movimento 5 stelle le stanno provando tutte per ritardare le operazioni, a volte in modo anche plateale.

Non bastano gli oltre 7.800 emendamenti. Ieri sono arrivati a chiedere ancora un rinvio in commissione “per approfondire”. Ad un certo punto i grillini hanno perfino chiesto la sospensione dei lavori per chiedere un’informativa al ministro degli Esteri, Federica Mogherini, sulla situazione a Gaza. Intanto Maria Elena Boschi, che dovrebbe essere il motore del progetto in quanto ministro per le riforme, annaspa e boccheggia. Evidentemente da sola, senza Renzi, non è in grado di reggere l’urto. Chissà, forse è stata scelta per quello.