Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al ddl costituzionale che riforma il Senato e il titolo V, riduce il numero dei parlamentari, sopprime il Cnel e le Province. Poco dopo la fine della conferenza stampa a Palazzo Chigi, in cui il premier ha illustrato ai giornalisti, Matteo Renzi ribadisce i suoi concetti a Sky Tg24: “Conferma che andrebbe a casa se le riforme non passeranno? Confermo tutto, ma deve essere chiaro che anche chi frena andrebbe a casa. Se si tiene insieme il ddl costituzionale e il superamento delle province abbiamo un risparmio di 1 miliardo di euro per il quale ci eravamo impegnati nel confronto delle primarie”.

Poi la ‘bordata’ a Beppe Grillo. “Non è un caso se in questo momento quello che più di tutti, come si dice a Roma, sta a rosicà, è Beppe Grillo: è naturale che uno che ha avuto grandissimo successo parlando di rinnovamento ma ora che vede che si va verso il rinnovamento si sente franare la terra sotto i piedi”. Diverso il giudizio su Berlusconi: “Ha detto che manterrà l’impegno sulle riforme e io credo che lo farà perché vuole dare l’immagine al paese di una persona che rispetta gli impegni”.

Renzi (foto by InfoPhoto) conferma gli elementi forti della riforma: “Intendiamo superare il bicameralismo perfetto con quattro paletti per il Senato: no a fiducia, no a voto su bilancio, no elezione diretta per i senatori, no indennità. Non so se ci sarà il lieto fine, ma questo è un buon inizio. E’ fondamentale che si arrivi all’approvazione della prima lettura del ddl riforme al Senato entro il 25 maggio, entro le elezioni europe. Sono certo che non ci saranno tra i senatori persone che non colgano la straordinaria opportunità che stiamo vivendo. In Italia sta tornando la speranza che le cose cambino davvero: sono sicuro che non ci sia alternativa al futuro ed è impensabile continuare a fingere che non sia così”.

Il ddl costituzionale sul Senato è solo il primo passo: ”Riprende molto il lavoro della commissione dei 35 e dal punto di vista scientifico è apprezzato e significativo. E’ una grandissima svolta per la politica e le istituzioni, e l’abolizione del Cnel è l’antipasto della semplificazione che arriverà per la P.A. Immaginiamo di presentare il Def (Documento economico finanziario, ndr) tra martedì e mercoledì della settimana prossima e nella settimana di Pasqua saranno varati i decreti per gli sgravi di 80 euro in busta paga per i meno abbienti. Con la riforma del Titolo V, non ci saranno mai più conflitti tra Regioni e Stato, avremo un Paese più semplice, in cui chi ha a che fare con la Pubblica Amministrazione deve sapere chi è responsabile“.

Le spaccature nel Pd sulle riforme non lo preoccupano: “Credo ci sarà una posizione di grande condivisione del progetto. Poi se qualcuno vorrà assumersi la responsabilità di far fallire questo percorso, lo farà. Noi più che dire che ci giochiamo tutto, non possiamo”. 

LEGGI ANCHE

Riforma Senato Renzi: c’è l’ok, il Premier “Finita una discussione durata 30 anni”

Berlusconi avvisa Renzi: “Devi essere coerente”

Riforma Senato: il premier contro tutti

La staffetta generazionale spacca il governo

Grillo parla di Obama: “Ha paura, vieni a venderci il gas e gli F35o”