Più di settemila emendamenti presentati: tanto per chiarire che la riforma del Senato non avrà vita facile. Il disegno di legge che trasformerà l’organo di Palazzo Madama in un’assemblea di consiglieri regionali non eletti dal popolo dovrà superare questo assalto che rende esplicita la strategia ostruzionistica da parte delle opposizioni, ufficiali e non. Ben seimila di quegli emendamenti sono stati presentati da Sel; circa 200 dal Movimento 5 stelle; un centinaio dalla Lega Nord; 14 dal Nuovo centrodestra.

Poi le fronde dei due grandi sponsor di questo progetto: 48 emendamenti arrivano dal Partito democratico inteso come gruppo parlamentare, mentre altri 60 da singoli senatori dissidenti del Pd; quelli che restano, circa settecento, arrivano in gran parte dai dissidenti di Forza Italia. Questo nonostante ieri Silvio Berlusconi abbia parlato a lungo con i suoi parlamentari proprio per convincerli a non affossare la riforma: “Non sono le nostre riforme ideali, ma sono quelle possibili, visto che siamo all’opposizione“, aveva detto l’ex premier. Oggi riprende il dibattito in aula. Le prime votazioni sono previste per il pomeriggio di lunedì 21. E le ultime? Mistero profondo.

Foto: Francesco Gasparetti – Wikipedia – CC 2.0