Quando contro un disegno di legge vengono proposti circa 5.200 emendamenti, è segno che la battaglia sarà lunga e dura. Il progetto di riforma costituzionale che dovrebbe portare alla trasformazione del Senato, fortemente voluto dal premier Matteo Renzi, non incontra certo il massimo dei favori. E gli emendamenti non arrivano solo dalle opposizioni: il Partito democratico ne ha presentati 120, il Nuovo centrodestra 13. La parte del leone la fa comunque la Lega Nord, che ne ha firmati ben 3.806, consegnati da Roberto Calderoli. Altri 170 arrivano dal Movimento 5 stelle, un centinaio da Forza Italia.

Il nodo fondamentale è il modo di elezione dei senatori. Minoranza Pd, Ncd e opposizioni vogliono mantenere l’elezione diretta, la cui abolizione è tuttavia il punto centrale su cui Renzi insiste. Assolutamente oscuro è invece ciò che dovrebbe costituire l’elemento più importante: cosa dovrà fare il nuovo Senato? Su questo sono in pochi a parlare chiaramente.