Ora è arrivato il momento di passare ai fatti. La riforma della pubblica amministrazione sta per trasformarsi in un provvedimento governativo, ancora non si è deciso se agire per decreto o se invece affidarsi ad un disegno di legge delega. Ma dovrebbe accadere in questi giorni.

Potremo quindi accertare se il Governo di Matteo Renzi, attraverso il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia (foto by InfoPhoto), procederà anche all’annunciato e duramente contestato (da chi ci rimetterebbe) taglio degli stipendi ai dirigenti statali. Intanto è stato già annunciato dal ministro, durante una recente audizione in Parlamento, che i tagli non saranno lineari. Cioè non ci sarà una diminuzione secca dello stipendio. S’interverrà sulla parte variabile, quella legata ai premi; questi ultimi dovrebbero venire basti sul rendimento del settore di appartenenza e sul prodotto interno lordo nazionale.

Altro tassello importante che ci si attende di vedere realmente attuato è quello della mobilità dei dirigenti. L’idea è che gli incarichi siano temporanei e che i dirigenti possano essere spostati a seconda delle esigenze delle amministrazioni.