Le riforme devono andare avanti ad ogni costo, i dissidenti sono avvertiti. Matteo Renzi lancia l’ennesimo consiglio amichevole alla corrente del Partito democratico, formalmente minoritaria, che non lo trova simpatico. Presentando il pacchetto di misure sulla pubblica amministrazione, il presidente del Consiglio è tornato sui problemi avuti in commissione Affari costituzionali al Senato e le polemiche contro il senatore civatiano Corradino Mineo, per non parlare del voto alla Camera che ha provvisoriamente reintrodotto la responsabilità civile dei magistrati; a tutto questo si aggiunge l’autosospensione di 14 senatori del Pd. “Accetto ogni discussione ma non mi rassegno che vinca la palude. Se utilizzi il tuo voto decisivo in commissione per affossare un progetto del governo, non stai esercitando la tua libertà di coscienza ma stai cercando di affossare la legge costituzionale“.

Nella conferenza stampa del 13 giugno il premier ha illustrato le misure contenute nel decreto e nel disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione. In particolare, il premier si è lanciato in una promessa impegnativa: “Interveniamo con decreto legge sul ricambio intergenerazionale, con la modifica del trattenimento in servizio, per creare 15mila posti nella Pubblica amministrazione“. L’Esecutivo intende creare questi posti cancellando la norma che consente di rimanere oltre l’età della pensione; significa che chi va in pensione non potrà più lavorare per il settore pubblico.

Sugli appalti e relative tangenti, il Governo ha nominato Raffaele Cantone commissario straordinario dell’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. E’ da verificare se ciò possa essere sufficiente per riportare il settore ad un livello civile.