Dopo la rottura del patto del Nazareno, a seguito dell’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, risultata indigesta a Forza Italia, gli azzurri si preparano a dare filo da torcere a Renzi sul fronte del riforme. Ieri in Aula Francesco Paolo Sisto, relatore delle riforme istituzionali a Montecitorio, ha rassegnato le sue dimissioni mentre si discuteva la riforma del Senato. A esasperare ulteriormente il clima di tensione è poi arrivata la richiesta della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle di far tornare il provvedimento all’esame della commissione Affari costituzionali.

La richiesta è stata bocciata dalla maggioranza e la seduta è stata sospesa. FI, però, ha votato insieme alle minoranze, a sottolineare che il verso è cambiato ma non certo nella direzione auspicata da Renzi. Silvio Berlusconi ha espresso chiaramente la nuova linea degli azzurri:

Forza Italia ricomincerà a svolgere il suo ruolo di opposizione e voterà solamente le norme positive per il Paese.

Ma FI, al momento, non sembra avere i numeri per mettere i bastoni tra le ruote al PD. Il Governo si tiene stretta la sua maggioranza, come dimostrano i numeri delle prime votazioni sugli emendamenti all’articolo 31. Tutte le proposte di modifica avanzate dalle opposizioni sono state bocciate. La Lega Nord ha votato ben 66 volte con il PD contro i sub-emendamenti firmati da Renato Brunetta.

Il PD, dunque, ha tutta l’intenzione di proseguire sul cammino delle riforme. Come ha sottolineato Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Governo, a differenza di Forza Italia, ha le idee ben chiare:

Ci spiace per le dimissioni di Sisto ma noi andiamo avanti. Il patto del Nazareno sono le riforme che portiamo avanti. Vedremo in Aula che fa FI, non ci pare che all’interno ci siano idee chiare ma non metto bocca nei partiti altrui.

Il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi conferma le intenzioni dell’esecutivo di accelerare i tempi delle riforme costituzionali:

L’obiettivo è di chiudere sabato ma tutto dipenderà dall’opposizione, da quanto vorrà bloccare le riforme in discussione da settembre. Ora i tempi sono maturi.