In un’intervista al settimanale “Tempi”, Matteo Renzi promette che manterrà l’obiettivo del 3% sul deficit: “Lo faremo anche se altri fossero costretti ad allontanarvisi” ha avvisato il premier, fresco di Ice Bucket Challenge. Sarà l’Italia ad aiutare l’Europa e non viceversa: “L’Italia dà all’Europa più soldi di quelli che l’Europa da all’Italia. Nel fondo Salvastati abbiamo messo soldi che altri hanno preso”. In tema di politica interna, Renzi sembra avere le idee chiare: “Bisogna togliere il Paese dalle mani dei soliti noti che vanno nei salotti buoni con un capitalismo trito e ritrito. Bisogna spalancare le finestre e far entrare l’aria nuova”. Ciò che serve è “lo spirito del maratoneta e allora l’Italia tornerà a essere la guida, non il problema dell’Europa”.

La vigilia di una settimana calda sia sul piano interno che sul piano europeo (il consiglio dei ministri del 29 agosto preceduto dal consiglio europeo sulle nomine) anticipa un autunno che si annuncia bollente per le prossime riforme, dalla riforma della scuola a quella della giustizia fino allo “Sblocca-Italia“, un provvedimento “ambizioso” che andrà a sbloccare 43 miliardi di euro già stanziati. Renzi non mostra segni di preoccupazione nonostante le numerose minacce in campo: “I sindacati si sono arrabbiati? Li lasci fare, tanto si arrabbiano sempre”.

Il premier annuncia una rivoluzione “culturale” e commentato le dichiarazioni di Draghi, il governatore della BCE, che ha parlato di una maggiore flessibilità per chi fa le riforme (qui le sue dichiarazioni): “Sono parole di buonsenso perchè chi fa le riforme ha il dovere di mettere in campo tutti gli strumenti di flessibilità che ci sono. Noi rispetteremo la regola del 3% ma diciamo che l’Ue non può essere solo agli, vincoli e spread”. Un concetto già esposto durante la sua visita lampo in Iraq e che trova l’appoggio pieno del ministro dell’economia francese Arnaud Montebourg.

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