Silvio Berlusconi ha lanciato la sfida a Matteo Renzi sul presidenzialismo chiedendo al premier di premier di “accogliere la nostra proposta”. Il leader di Forza Italia sostiene che ‘il Capo dello Stato è passato al di là delle funzioni previste dalla Carta’ e ne suggerisce l’elezione diretta a suffragio universale come ‘perno centrale’ della ‘riforma complessiva’. Il Cav ha poi promesso che manterremo gli impegni su titolo V, Senato e legge elettorale” preannunciando un incontro fra Boschi e Romani per trovare un accordo “altrimenti ci incontreremo con Renzi”.

La risposta di Renzi, anche se in via ufficiosa, non si è fatta attendere: “Aprire la questione del presidenzialismo è inopportuno e intempestivo. Ora bisogna completare il percorso su cui c’è l’accordo. Siamo a un passo dalla chiusura (delle riforme costituzionali, ndr), inutile infilarci in un dibattito sul presidenzialismo”. E’ questo il ragionamento che, secondo quanto riportato dall’Ansa, ha fatto il capo del governo. Intanto, la conferenza dei Capigruppo, ha deciso che il ddl sulle riforme costituzionali sarà all’esame dell’aula del Senato dal 3 luglio ‘qualora la commissione abbia concluso i suoi lavori’.

Sul fronte dell’Unione Europea, è stata una giornata di ‘consultazioni’ per Renzi che ha chiamato il presidente francese Hollande (che può essere un buon alleato vise le esigenze delle due economie entrambe stagnanti) alla vigilia dell’incontro in programma per giovedì 19 giugno a pranzo con il presidente del Consiglio UE Herman Van Rompuy. Si parlerà del documento programmatico, che dovrà essere presentato ai leader europei la settimana prossima, una proposta del nostro premier sul futuro dell’Europa su cui stanno lavorando a Bruxelles e nelle cancellerie dell’Unione. Le nomine al vertice dell’Ue, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, verranno solo dopo ma viene sottolineata “l’importanza di una soluzione complessiva che valorizzi la rappresentanza di genere”.

Intervenuto al Pitti, Renzi ha sottolineato che “la crisi non è finita ma può essere vinta. Dobbiamo raccontare un Paese diverso, come succede con l’Expo. E’ giusto che ci sia una pulizia radicale, ma Expo è una gigantesca chance. Raccontiamo sempre che ci sono problemi, siamo i peggiori direttori commerciali di noi stessi: se le aziende che hanno successo avessero direttori commerciali come i politici italiani, sarebbero morte”. Infine, il consueto invito alle banche: “Dopo l’innovazione portata da Mario Draghi e dal board della Bce non ci sono più alibi per non dare credito alle imprese. Lo chiediamo con forza agli istituti di credito”. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, non ha perso tempo per rispondere: “Nei primi 4 mesi le banche hanno aumentato di oltre il 26% i mutui e stanno effettuando assai cospicui aumenti di capitale che non servono solo a superare gli esami della Bce, ma anche ad aumentare la capienza per nuovi ulteriori prestiti”.