Nel corso dell’assemblea dei deputati del Partito Democratico, Matteo Renzi si è scagliato contro le opposizione e contro la minoranza del suo stesso partito, tutti rei di voler bloccare le riforme in parlamento. Il Premier ha fatto riferimento soprattutto a quando accaduto questa notte, quando alla Camera è avvenuta una vera e propria rissa nel corso del voto alle riforme costituzionali. Le opposizioni hanno fatto ostruzionismo, con Forza Italia, Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento Cinque Stelle che hanno abbandonato l’Aula.

Riforme: l’ostruzionismo in Aula

Nonostante l’ostruzionismo delle opposizioni e della stessa minoranza del Partito Democratico, Matteo Renzi non si lascia scoraggiare: le riforme devono andare avanti, anche il ddl Boschi sulla struttura del nuovo Senato. Nel corso dell’assemblea dei deputati Pd, il Premier si è detto certo che queste forme di ostruzionismo non riusciranno a bloccare del tutto l’attività del governo. E le parole di Renzi su quanto accaduto stanotte, sono tuonate in modo molto potente: “Non accettiamo lezioni di moralità da chi sta distruggendo la credibilità del Parlamento. Se gli altri votano bene. Altrimenti il Pd va avanti anche da solo“.

Per Matteo Renzi le scadenze restano dunque tutte valide e non intende fare passi indietro di nessun tipo: entro questo sabato dovrà esserci la chiusura degli emendamenti al testo mentre il voto finale dovrà necessariamente giungere entro marzo. E fino ad allora sarà seduta fiume in Aula, costi quel che costi.

Riforme: le dichiarazioni delle opposizioni

Renato Brunetta (Forza Italia) ha spiegato che: “Abbiamo convenuto di ritirare i subemendamenti in ragione del differimento del voto finale. Il Movimento Cinque Stelle, che si erge a difensore unico della Costituzione, ha chiesto modifiche specifiche da discutere nella prima decade di marzo”. Minacciando poi di arrivare ad abbandonare l’Aula qualora dovessero avere risposte negative.

Riforme: le parole di Matteo Renzi

Come al solito Renzi non si lascia intimorire. Sempre nel corso dell’assemblea del Partito Democratico, il Premier ha così delineato la situazione: “C’è un derby tra chi vuole cambiare l’Italia e chi vuole rallentare il cambiamento“. E poi il messaggio diretto anche al leader del Movimento Cinque Stelle: “Come non mi sono fatto ricattare da Berlusconi per il Colle, non mi faccio ricattare da Grillo sulle riforme“.

E poi ancora: “Io non mi faccio ricattare e prendere in giro da nessuno. Abbiamo cercato una mediazione in tutte le sedi. Ora siamo ad un bivio“. Insomma, Renzi e il Pd non resteranno inermi di fronte all’ostruzionismo delle altre parti politiche.