E’ avvenuto l’incontro chiarificatore tra il Premier Matteo Renzi e il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Quest’ultimo aveva proposto che i Paesi dell’Ue cedessero la propria sovranità all’Europa sulle riforme strutturali; Renzi aveva risposto che le riforme in Italia le decide lui, senza alcun intervento esterno. Insomma, il vivace scambio di opinioni aveva fatto temere uno scontro muro contro muro, che non avrebbe giovato a nessuno.

Nella giornata di martedì mattina è invece avvenuto un incontro informale di circa due ore tra Renzi e Draghi, a Città della Pieve (nella campagna umbra), per confrontarsi di persona sulla situazione economica del nostro Paese. E il Presidente del Consiglio avrebbe assicurato che sulle riforme strutturali, tanto auspicate dal presidente della Bce, si sta spingendo, e anche anche tanto.

La notizia del colloquio informale è stata data dalla stampa locale umbra ma il giorno dopo, mentre visitava i cantieri dell’Expo, è stato lo stesso Renzi a confermarla.

Per il Premier giornate frenetiche dunque. Perché dopo aver incontrato Draghi in Umbria martedì mattina, nella giornata di mercoledì è giunto a Milano per controllare i lavori per Expo 2015 e in serata ha incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Castel Porziano. Il Quirinale ha fatto sapere che argomenti di discussione sono stati la telefonata di Renzi con Barack Obama, il resoconto sui recenti viaggi all’estero, le decisioni che il governo sta per prendere in materia di lavoro ed economia e il progetto di riforma della giustizia.

Renzi ha anche concesso un’intervista al Financial Times, in cui ha invitato gli investitori stranieri a puntare sul nostro Paese: “L’Italia è strana: c’è una parte della classe politica che dice ‘non abbiamo nessun investimento straniero’ e poi, quando gli investitori stranieri arrivano, si dice ‘ma così stai vendendo tutto’. Beh, mi sembra una cosa folle“.