Poco prima di partire per gli Stati Uniti Matteo Renzi ha dato nuovamente una dimostrazione di sicurezza riguardo alle riforme che sta portando avanti con il suo governo.

In un’intervista a Repubblica il premier si è detto sicuro dell’approvazione dell’Italicum, la nuova legge elettorale che però non troverebbe più il consenso di Forza Italia e che anche interamente al Pd sarebe causa di rumoreggiamenti.

I voti ci saranno”, Renzi afferma senza preoccupazioni, confidando nella decisione coscienziosa di almeno una parte di Forza Italia e pressoché certo dei numeri sparuti che può mettere in campo la fazione più battagliera del suo partito. L’approvazione della Camera è prevista per maggio, e il premier potrebbe pensare di ricorrere per l’ennesima volta al voto di fiducia, sicuro che si tratti di una soluzione praticabile dal punto di vista procedurale.

A sorpresa però Renzi apre ad alcune concessioni alla corrente a lui avversa nel Pd, nello specifico sul Senato: i dissidenti affermano che, stando alle riforme istituzionali in discussione, il nuovo stato delle cose affiderebbe troppi poteri all’esecutivo svuotando di responsabilità il parlamento. L’ex sindaco di Firenze si dice allora disposto a ragionare sull’ipotesi di un Senato elettivo, in sostanza non un punto fondamentale per il suo programma. “L’importante”, ribadisce, “è che si abbandoni il bicameralismo paritario”.

Stando alla modifica proposta, rispetto alla riforma originaria si passerebbe dalla designazione dei senatori da parte di consiglieri regionali e sindaci all’elezione diretta, sintomo di una maggiore corrispondenza della politica alla volontà dei cittadini.

Non tardano ad arrivare le risposte e i commenti dei politici coinvolti. Civati dal canto suo conferma il proprio dissenso, in particolar modo all’ipotesi  di un voto di fiducia, e, nonostante i dinieghi del premier, si dice pronto ad accettare l’espulsione dal partito. Civati parla di una vera e propria diaspora, una dispersione e una divisone interna sempre maggiore al popolo del Pd.

Rosy Bindi auspica e profetizza la nascita di un nuovo partito di sinistra, “a sinistra del Pd”, conseguente all’approvazione dell’Italicum, facilitato dallo sbarramento al 3%. La presidente della commissione antimafia identifica questa nuova forza nella coalizione sociale proposta da Maurizio Landini.