Lunga intervista di Matteo Renzi al Sole 24 Ore. Il premier, dopo la presentazione del programma Millegiorni, ha toccato diverse tematiche annunciando le sue intenzioni future e difendendo le scelte intraprese finora. In primis sul lavoro: “Sulla riforma del lavoro si é fatto un primo accordo importante per decreto, abbiamo corretto un errore grave e ci sono già i primi segnali di inversione di tendenza nell’utilizzo dei contratti a termine per l’ingresso sul mercato del lavoro”. Sulla seconda parte del jobs act, la delega, il premier confida nella sua approvazione entro il 2014 e il modello di riferimento sarà quello tedesco mentre il superamento dell’articolo 18 “é la direzione di marcia ma servono nuove tutele”. 

Renzi ha chiarito una serie di punti chiave, che costituiscono la struttura della sua strategia dei “mille giorni”. In primis la spending rewiew: I tagli non saranno per 17 miliardi ma io ne immagino 20 perché intendo liberare risorse da investire in settori strategici come l’istruzione e la ricerca senza aumentare le tasse. Ho qui il bilancio dello Stato, sono più di 800 miliardi di spesa pubblica e credo sia arrivato il momento di cambiare metodo. Lunedì incontrerò tutti i ministri con il ministro dell’Economia Padoan e valuterò con tagli del 3% per ciascun ministero”.  Il deficit del 3%, invece, non verrà tenuto fermo “ma c’é una flessibilità possibile nella tempistica del fiscal compact: se facciamo le riforme, e come ho detto le faremo, potremo avere più tempo per il rientro del debito. Il punto decisivo é trovare il modo affinché l’impegno di Juncker sugli investimenti promessi si traduca in realtà e le misure straordinarie di Draghi devono arrivare all’economia reale”. 

Le privatizzazioni si faranno e i target previsti saranno rispettati anche se Eni ed Enel non sono la priorità che, invece, è quella diridurre le quote dello Stato in due società che hanno grandi potenzialità. L’indirizzo di lungo corso dato a queste aziende può produrre nuovo valore da ulteriormente valorizzare. Le Poste? Cairo sta facendo un buon lavoro, lasciamoglielo fare”.  Il premier difende la scelta di non aver inserito la riforma delle partecipate nel Dl sbocca Italia. “Sarebbe stato un errore. Ho fatto il sindaco e ho sempre sofferto la schizofrenia legislativa. Bisogna intervenire in modo organico”. Il premier ritiene più utile aggregare e l’obiettivo é passare da ottomila aziende a mille.  Sullo sbloccacantieri il decreto legge approvato dal Governo ha varato risorse aggiuntive per 3,8 miliard: “Non mi pare poco, ma soprattutto sblocchiamo i cantieri, la proroga delle concessioni autostradali vale 10 miliardi, i piani di lavoro fermi da Nord a Sud ora ripartiranno, per le Ferrovie sblocchi per sei miliardi. Poi c’è il credito d’imposta per la banda larga, ma ho voluto che fosse limitato nel tempo, è una finestra che si apre solo per chi investe subito. In tutto, sono oltre 40 miliardi gli investimenti sbloccati”. 

Il direttore Napolitano fa notare a Renzi (foto by InfoPhoto) che forse sarebbe meglio meglio per l’Italia avere in Europa un ministero economico di peso piuttosto che lady Pesc,: “La risposta è sì se si pensa che l’Europa sia solo quella dello spread e dell’economia, la risposta è no per chi come me ritiene che la pace sia un valore ancora più importante da difendere e, dove necessario, costruire. L’Italia deve tornare a pensare in grande, puntando sul mondo e non solo sulle vicende di casa nostra. Con l’ultimo risultato elettorale ho una grande responsabilità che mette i brividi e mi spinge a non guardare in faccia nessuno, considero tale consenso il capitale per il cambiamento di questo Paese. Continuerò a farlo con quello stile di leggerezza che è mio: non è serio solo ciò che viene detto con una faccia seria. Vengo da una cultura personale e politica per cui nessuno è indispensabile, per cui ci si può prendere sul serio anche sorridendo. Per salvare l’Italia non servono facce corrucciate, ma idee pesanti. Sono convinto che il Paese non si salva se non si salverà con i suoi imprenditori, le sue famiglie, i suoi lavoratori, la sua gente. Perciò io continuerò a coinvolgere gli italiani anche se l’establishment storcerà il naso e tutti insieme usciremo da questa crisi”.